Il sito è online, ma non sai se sta aiutando davvero la tua attività. Arrivano poche richieste, oppure ricevi visite senza capire cosa succede dopo. Prima di cambiare grafica, aumentare la pubblicità o rifare tutto, conviene individuare il punto in cui il percorso si interrompe.
Un check-up del sito web è un’analisi ordinata di visibilità, contenuti e funzionamento. Il risultato utile è un elenco di problemi verificati, con priorità e un modo per controllare la correzione. Un punteggio, da solo, non dice quale intervento porterà valore.
Questa guida propone dodici controlli iniziali per un sito aziendale. Parti da tre pagine: homepage, servizio principale e contatti. Tieni aperto un documento con quattro colonne: pagina, problema, prova e azione proposta. Se non hai gli accessi agli strumenti, annotalo: un dato mancante non equivale a un risultato negativo.
Parti dal sintomo: visibilità, clic o richieste?
Prima dell’analisi del sito web, scegli la domanda da chiarire.
| Sintomo | Prima verifica | Conclusione da evitare |
|---|---|---|
| Poche impressioni su Google | Indicizzazione e ricerche pertinenti | «Serve subito una grafica nuova» |
| Impressioni, pochi clic | Query, posizione e presentazione della pagina | «Basta cambiare il titolo» |
| Visite, poche richieste | Chiarezza dell’offerta e percorso di contatto | «Il traffico è sicuramente sbagliato» |
| Richieste poco pertinenti | Promesse, requisiti e provenienza | «Bisogna aumentare le visite» |
Confronta periodi della stessa durata e considera promozioni, stagionalità e variazioni dei canali. Separare traffico organico e pubblicitario aiuta a evitare diagnosi basate su pubblici molto diversi.
1. Verifica se le pagine importanti sono indicizzate
Come fare: inserisci l’URL nel Controllo URL di Search Console. Leggi lo stato della versione indicizzata e, se necessario, esegui il test in tempo reale.
Cosa osservare: eventuali esclusioni, URL canonico selezionato e problemi di accesso. Il test della pagina attuale e lo stato nell’indice rispondono a domande diverse.
Quando intervenire: se una pagina pubblica essenziale è esclusa per errore, fai correggere la causa. Non rimuovere indiscriminatamente le esclusioni: aree riservate e anteprime possono essere correttamente protette. Una pagina indicizzabile non è automaticamente indicizzata o ben posizionata.
2. Confronta ciò che cercano le persone con ciò che trovano
Come fare: nel report Rendimento, seleziona una pagina e guarda le query disponibili. Poi leggila chiedendoti se risponde a quelle esigenze.
Cosa osservare: una ricerca sul costo richiede inclusioni, variabili o criteri di preventivo; una ricerca su un problema richiede spiegazioni e possibili soluzioni. Il nome del servizio ripetuto nel testo non basta.
Quando intervenire: quando manca una risposta centrale. Integra la pagina coerente con quell’intento; valuta un nuovo articolo soltanto se affronta una domanda distinta. Non tutte le query sono visibili nei report, quindi lavora anche sul contenuto effettivo.
3. Rileggi titolo e descrizione nei risultati
Come fare: controlla titolo SEO, descrizione e titolo visibile della pagina. Devono presentare lo stesso argomento con parole comprensibili.
Cosa osservare: formule generiche, titoli identici tra servizi e promesse che il testo non mantiene. Google può costruire il titolo mostrato usando più elementi della pagina, come spiega nella guida ai link dei titoli.
Quando intervenire: se la presentazione è ambigua o incoerente. Un CTR basso non prova da solo che il titolo sia sbagliato: dipende anche da posizione, query e composizione dei risultati.
4. Percorri i collegamenti come farebbe un cliente
Come fare: dalla homepage cerca un servizio, un approfondimento e il contatto. Apri i collegamenti principali, anche nel footer.
Cosa osservare: destinazioni errate, pagine non trovate e pulsanti che non chiariscono dove portano. Verifica anche se un articolo utile permette di raggiungere il servizio pertinente.
Quando intervenire: subito se un link interrompe una richiesta o porta a un’offerta superata. Se una pagina importante è difficile da trovare, aggiungi un collegamento nel contesto giusto, senza riempire ogni testo di rimandi.
5. Prova il sito su un telefono reale
Come fare: apri le tre pagine scelte e completa il percorso senza passare al computer.
Cosa osservare: testi piccoli, scorrimenti orizzontali, menu difficili da chiudere, pulsanti vicini e contenuti coperti da banner. Prova anche l’ingrandimento del testo.
Quando intervenire: quando il difetto rende difficile leggere, scegliere o contattarti. La sola riduzione della finestra del browser non riproduce tutte le condizioni d’uso di uno smartphone. Registra dispositivo e passaggio in cui compare il problema, così chi corregge potrà ripeterlo.
6. Misura la velocità sulle pagine che contano
Come fare: inserisci gli URL in PageSpeed Insights e considera sia mobile sia desktop.
Cosa osservare: distingui simulazioni di laboratorio ed eventuali dati degli utenti reali. La documentazione di PageSpeed spiega questa differenza; l’assenza di dati reali non certifica un problema.
Quando intervenire: se lentezza o spostamenti del contenuto ostacolano l’uso, soprattutto vicino a moduli e pulsanti. Chiedi al tecnico di ordinare gli interventi per effetto sul percorso. Non rifare il sito soltanto per inseguire un punteggio di cento.
7. Controlla se l’offerta si capisce senza spiegazioni
Come fare: mostra il primo schermo a una persona che non conosce l’azienda. Chiedile cosa viene offerto, a chi e quale passo dovrebbe fare.
Cosa osservare: se interpreta correttamente il servizio o deve indovinarlo da immagini e slogan.
Quando intervenire: quando la spiegazione orale è più chiara della pagina. Un titolo come «Manutenzione di impianti per piccoli stabilimenti» orienta meglio di una dichiarazione astratta di eccellenza. La precisione va adattata alla tua offerta reale, senza restringerla artificialmente.
8. Verifica le prove che sostengono le promesse
Come fare: per ogni affermazione importante cerca una dimostrazione: progetto, procedura, qualifica, dettaglio tecnico o recensione autentica.
Cosa osservare: prove pertinenti al servizio, aggiornate e pubblicabili. Una fotografia generica non dimostra un lavoro svolto.
Quando intervenire: se la pagina chiede fiducia senza spiegare perché. Puoi descrivere come lavori anche senza avere statistiche da mostrare. Non inserire risultati, nomi o testimonianze non verificati. Il visitatore deve distinguere un esempio dal racconto di un progetto reale.
9. Scegli un prossimo passo riconoscibile
Come fare: leggi ogni pulsante come se lo vedessi isolato. È chiaro cosa succede dopo?
Cosa osservare: azioni vaghe, più richieste concorrenti e salti improvvisi da una spiegazione iniziale a un acquisto impegnativo.
Quando intervenire: se la persona deve interpretare il comando. «Richiedi disponibilità» o «Descrivi il progetto» possono chiarire il percorso, purché corrispondano alla destinazione. Mantieni alternative utili, come telefono ed email, senza dare la stessa evidenza a qualsiasi azione.
10. Verifica che il modulo consegni davvero la richiesta
Come fare: invia una richiesta di prova riconoscibile, concordata con chi gestisce i contatti. Controlla ricezione, registrazione e conferma mostrata all’utente.
Cosa osservare: campi obbligatori inutili, errori incomprensibili e messaggi di successo senza una consegna verificata. Prova anche cosa accade quando un campo è compilato male.
Quando intervenire: immediatamente se le richieste si perdono. Il pulsante funzionante non dimostra che il messaggio sia arrivato al referente. Per negozi online usa procedure o ambienti di test appropriati, evitando acquisti reali non necessari.
11. Collega le misurazioni alle azioni effettive
Come fare: confronta un campione di richieste ricevute con le registrazioni degli strumenti, nel rispetto delle impostazioni di consenso applicabili.
Cosa osservare: conteggi doppi, conversioni registrate alla semplice apertura del modulo o sorgenti mancanti. Le differenze tra strumenti vanno investigate, non eliminate forzando i numeri a coincidere.
Quando intervenire: prima di prendere decisioni di budget su misurazioni inaffidabili. Se non puoi attribuire un contatto, segnalo come dato sconosciuto. Tieni distinti clic sul telefono, richieste ricevute e clienti acquisiti: descrivono momenti diversi.
12. Controlla HTTPS e avvisi del browser
Come fare: apri gli indirizzi pubblici, verifica eventuali avvisi e chiedi al tecnico di controllare reindirizzamento da HTTP e risorse caricate senza HTTPS.
Cosa osservare: certificati scaduti, avvisi nella navigazione e problemi nelle pagine di contatto.
Quando intervenire: con urgenza se il browser segnala una connessione non sicura. HTTPS protegge il trasporto dei dati, ma non dimostra che tutto il sito sia sicuro, aggiornato o conforme alle norme. Gli altri aspetti richiedono verifiche specifiche.
Come ordinare i problemi dopo il check-up
Non correggere tutto insieme. Per ogni problema scegli un responsabile e una prova di chiusura.
| Priorità | Esempio | Verifica dopo l’intervento |
|---|---|---|
| Blocco immediato | Modulo che non consegna | Richiesta di test ricevuta correttamente |
| Ostacolo importante | Pagina servizio pubblica esclusa per errore | Causa risolta; indicizzazione verificata separatamente |
| Attrito nel percorso | Pulsante coperto su mobile | Azione completabile sui dispositivi interessati |
| Miglioramento da misurare | Offerta poco comprensibile | Risposte più corrette nelle prove; andamento delle richieste |
Esempio illustrativo: un sito riceve visite sulla pagina del servizio, ma non arrivano richieste. Il controllo trova un modulo guasto su mobile e un titolo generico. La prima azione è riparare il modulo; poi si verifica la consegna. La riscrittura del titolo viene dopo, registrando la data della modifica. Non serve iniziare da un rifacimento completo.
Se emergono problemi strutturali, la guida su quando rifare il sito web aiuta a distinguere manutenzione e riprogettazione.
Domande frequenti
Posso fare un check-up sito web gratis?
Puoi iniziare con prove manuali, Search Console e PageSpeed Insights. L’interpretazione di problemi complessi può richiedere un professionista; uno strumento gratuito non sostituisce ogni verifica.
Un controllo automatico trova tutti i problemi?
No. Può segnalare anomalie tecniche, ma non stabilisce da solo se l’offerta è chiara o se le richieste arrivano alla persona giusta.
Ogni quanto devo ripeterlo?
Ripeti i controlli interessati dopo modifiche importanti. Per un sito stabile puoi programmare una revisione trimestrale, aumentando la frequenza sui percorsi da cui dipendono vendite e contatti.
Il check-up migliora subito il posizionamento?
Il controllo individua gli interventi; sono le correzioni a poter produrre effetti. I tempi e i risultati SEO variano, come chiarisce la guida introduttiva di Google.
Per una prima autovalutazione, usa il check-up gratuito E-ROE: otto domande su chiarezza, fiducia, conversione e visibilità. Il risultato dipende dalle risposte fornite; non è una scansione tecnica del sito. Puoi affiancarlo a questi dodici controlli per scegliere da dove cominciare.




