La ricerca di un sito internet gratuito in Italia può portare a offerte molto diverse. Una piattaforma ti permette di costruire e pubblicare da solo su un suo indirizzo. Un’altra offre gratis il primo anno di un servizio a pagamento. Un’agenzia può eliminare il costo di sviluppo iniziale e prevedere un canone solo se scegli di pubblicare.
Prima di compilare un modulo, identifica quale parte è gratuita e per quanto tempo. Questa guida ti dà sette domande da porre a chi propone il sito. Se vuoi invece confrontare Google Sites, WordPress.com, Wix, Canva e GitHub Pages, leggi la nostra guida ai cinque modi per creare un sito gratis: qui ci concentriamo sulle condizioni di un’offerta per un’attività.
1. Gratis significa progettazione, pubblicazione o entrambe?
“Sito gratuito” non descrive da solo il servizio. Fatti indicare separatamente progettazione, testi, immagini, sviluppo, indirizzo web, spazio online e manutenzione. Chiedi quali attività sono comprese e quali svolgerai tu.
Se usi un editor gratuito, normalmente prepari struttura e contenuti da solo. Il denaro speso all’inizio può essere zero, ma il tempo resta tuo. Se invece qualcuno costruisce il sito per te senza chiedere un compenso iniziale, verifica come viene sostenuto il servizio dopo il lancio.
Una risposta chiara suona così: “la progettazione iniziale costa zero; la pubblicazione richiede un servizio annuale indicato nel contratto”. Una risposta vaga come “è tutto gratis” non basta per decidere. Chiedi di vedere le condizioni scritte e un esempio del risultato.
2. Quale indirizzo ricevi e chi controlla il dominio?
Un indirizzo su sottodominio può essere sufficiente per una prova o un progetto personale. Per un’attività che comunica il proprio sito su preventivi, insegne, email e materiali stampati, verifica se puoi usare un indirizzo tuo e conservarlo nel tempo.
Un dominio .it non arriva automaticamente con ogni offerta gratuita. Per registrarlo si passa attraverso un Registrar, come spiega il Registro .it. Chiedi a chi sarà intestato, chi paga il rinnovo e chi conserva gli accessi. Se l’offerta dice “dominio gratis per un anno”, fatti indicare il prezzo e il responsabile dal secondo anno.
Questo controllo vale anche se preferisci un’altra estensione. Il nome deve restare riconoscibile e sotto il controllo dell’attività. La scelta del dominio va fatta prima di stampare materiali o pubblicare link che poi dovrai cambiare.
3. Che cosa succede quando il sito viene pubblicato?
La fase di anteprima può essere gratuita mentre la messa online attiva un canone. Chiedi quale azione fa scattare il pagamento, se è richiesto in anticipo e se il prezzo è finale o prevede voci aggiuntive. Controlla anche durata, rinnovo e modalità per interrompere il servizio.
Per confrontare le offerte, scrivi due importi su una riga: quanto pago prima di vedere il sito e quanto pago per tenerlo online dodici mesi. Poi aggiungi ciò che non è incluso. Un costo iniziale pari a zero può essere conveniente, ma non è sinonimo di costo complessivo pari a zero.
Un esempio concreto: nell’offerta E-ROE per il sito gratuito lo sviluppo iniziale, normalmente valorizzato 1.500 euro, è a 0 euro. Il progetto viene mostrato prima della scelta. Solo se decidi di pubblicarlo, il servizio annuale costa 480 euro, come prezzo finale e con pagamento anticipato. La richiesta viene valutata: non tutti i progetti rientrano nell’offerta. Questa distinzione deve essere leggibile prima di inviare la candidatura.
4. Chi scrive le pagine e che cosa è compreso?
Un sito può essere “pronto” sul piano tecnico e restare vuoto o generico. Chiedi se sono inclusi il lavoro sui testi, la scelta delle immagini, la revisione mobile e le pagine dedicate ai servizi. Verifica se devi consegnare materiale già definitivo oppure se il fornitore ti aiuta a trasformare appunti e informazioni in contenuti pubblicabili.
Per una piccola attività bastano spesso poche pagine ben definite, purché rispondano alle domande dei clienti. Una pagina unica con frasi intercambiabili non svolge lo stesso lavoro di una pagina che chiarisce destinatari, servizio, prove e contatto. La nostra guida alla creazione di un sito internet per un’attività in Italia propone un brief e i controlli da fare prima del lancio.
Chiedi anche chi prepara e verifica le informazioni relative a privacy, cookie e raccolta dei dati. Devono corrispondere a moduli e strumenti effettivamente presenti, non a un testo generico incollato su qualunque sito.
5. Chi aggiorna e assiste dopo il lancio?
Cambiare un recapito è semplice soltanto se qualcuno ha accesso, competenze e responsabilità chiara. Chiedi come si aggiornano servizi, orari, fotografie e prezzi, quanto tempo richiede una correzione e se sono compresi backup e interventi tecnici.
Se gestisci tutto da solo, valuta quante ore puoi dedicare a editor, immagini e verifiche. Se il supporto è incluso, fatti descrivere il perimetro: “manutenzione” può indicare solo aggiornamenti tecnici oppure includere contenuti, monitoraggio e assistenza. Per capire le differenze, consulta costi di gestione e manutenzione di un sito.
6. Cosa puoi portare via se cambi soluzione?
Prima di aderire, chiedi come recuperare testi, immagini, dominio e accessi. Un file esportato non sempre ricostruisce il design o le funzioni su un’altra piattaforma. Se il sito è realizzato con un sistema proprietario, chiedi quali parti sono trasferibili e quale lavoro sarebbe necessario per migrare.
Verifica anche se puoi ottenere una copia dei contenuti e se l’eventuale disattivazione del servizio interrompe subito il sito o lascia tempo per organizzare il passaggio. Non serve prevedere un cambio imminente: è normale voler sapere che cosa resta tuo.
7. Il sito risponde davvero alla tua attività?
Il criterio finale non è l’etichetta “gratis”. È la capacità del sito di aiutare una persona a capire cosa offri e come contattarti. Apri l’anteprima da telefono. Cerca il tuo servizio principale, prova il modulo, controlla recapiti, velocità percepita e leggibilità. Se non hai ancora un’anteprima, chiedi come verrà approvata prima della pubblicazione.
Un sito può essere accessibile a Google anche se costruito con uno strumento gratuito, ma il prezzo non produce visibilità. La guida SEO di Google consiglia contenuti utili e una struttura comprensibile; la documentazione sulle sitemap ricorda che aiutano la scoperta senza garantire l’indicizzazione. Promesse di “primo posto incluso” richiedono quindi particolare cautela.
Una scheda semplice per confrontare due offerte
Prima di scegliere, prepara una tabella con queste righe: costo prima dell’anteprima, costo alla pubblicazione, costo annuale, dominio e titolare, pagine e testi inclusi, assistenza, accessi, esportazione, durata e rinnovo. Compilala con informazioni scritte e confronta soltanto voci equivalenti.
Se una risposta manca, chiedila. Non è un dettaglio amministrativo: determina il lavoro che dovrai svolgere e il controllo che manterrai sul sito. Per decidere se un’offerta fa per te, puoi anche usare la guida al confronto dei preventivi web.
L’offerta E-ROE, con i due importi separati
Se vuoi un sito su misura senza pagare lo sviluppo iniziale, leggi tutte le condizioni del sito gratuito E-ROE. La candidatura è soggetta a valutazione; lo sviluppo iniziale è a 0 euro, vedi il sito prima di decidere, e il servizio da 480 euro all’anno si attiva soltanto se lo pubblichi. Se il progetto richiede e-commerce, aree riservate o integrazioni avanzate, va definito un perimetro dedicato.
Domande frequenti
Posso avere un sito gratuito con dominio .it?
Puoi trovare promozioni che includono il primo anno di dominio, ma verifica rinnovo e titolarità. Un piano gratuito con sottodominio non equivale a un dominio .it intestato alla tua attività.
Un sito con sviluppo iniziale gratuito resta senza costi?
Dipende dall’offerta. Per E-ROE lo sviluppo iniziale è a 0 euro; se decidi di pubblicare il sito, il servizio annuale costa 480 euro come prezzo finale, pagato anticipatamente. La richiesta è soggetta a valutazione.
Cosa devo chiedere prima di accettare un sito gratuito?
Chiedi cosa è gratuito, quali pagamenti iniziano alla pubblicazione, a chi è intestato il dominio, chi aggiorna il sito e come recuperi contenuti e accessi se cambi fornitore.
Il sito gratis comparirà su Google?
Il prezzo non determina l’indicizzazione. Servono pagine accessibili e contenuti utili; Google decide autonomamente scansione e indicizzazione.




